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ITINERARIO: Imperia - Colle San Bartolomeo - Pieve di Teco - Colle di Nava - San Bernardo di Mendatica - Monesi (Monte Saccarello - Navetta) (Km 58).
Questo itinerario che parte da Imperia, è detto anche del Colle Nava ed è costituito dalla Statale n° 28 che attraversa la Valle dell’Impero, prima, e dell’alta Arroscia poi, arriva al Colle di Nava, scende a Ponti di Nava che costituisce l’ultimo limite della Provincia di Imperia. Di qui la strada si inoltra nel Piemonte raggiungendo Torino attraverso Ormea, Ceva, Mondovì, Fossano. Ma a noi interessa il tratto che percorrendo l’interno della provincia, arriva sino al nuovo centro sciistico ed estivo di Monesi sopra Nava. 
Da piazza Dante ad Imperia, girata la fontana che serve da spartitraffico, ci si avvia a nord verso l’interno della Valle Impero attraverso la Via del Piemonte che, oltrepassata la città, incontra la frazione di Castelvecchio. Qui la chiesa di 
S. M. Maggiore conserva una pregevole tavola del XVI secolo, l’Annunciazione che è uno dei migliori dipinti rinascimentali dell’imperiese. Dal piazzale della Chiesa un magnifico panorama sull’ampia foce del torrente Impero. Poco prima di Castelvecchio a destra si apre la strada per Costa d’Oneglia nella cui Chiesa è conservato un preziosissimo polittico del secolo XVI raffigurante la Madonna col Bambino (1551) opera di uno dei pittori della scuola nizzarda, il Brea. 
Proseguendo ci si inoltra nella Valle del fiume Impero che si percorre agevolmente tra meravigliosi pendii ricoperti di uliveti. Il primo paese che si incontra è Pontedassio, in fondovalle, ove si può visitare il Museo degli Spaghetti qui ordinato nella vecchia casa della Famiglia Agnesi che da questo paese iniziò la lavorazione della pasta che oggi rende famosa Imperia ove sorgono grandiosi mulini e pastifici 
che portano appunto quel nome. Indi, dopo il paese di Chiusavecchia, a 12 km da Imperia bivio per Borgomaro. Di qui la statale n°28 incomincia a salire verso il Colle S. Bartolomeo (m 512). Poco oltre questa località, a destra strada per Vellego-Casanova–Albenga in provincia di Savona. Colle S. Bartolomeo è il valico che mette in comunicazione la Valle dell’Impero con quella dell’alta Arroscia. Questa località si avvia a diventare un luogo di soggiorno estivo. Locande e distributore di benzina. 
Il panorama a sud ed a nord che si gode da Colle S. Bartolomeo è delizioso. A sud tutta la conca che degrada verso il mare e tutta punteggiata di villaggi occhieggianti 
tra uliveti. A nord si affianca tutta la catena che dal monte Antorotto, dal Pizzo d’Ormea, alle Saline al Mongioie ed al Marguareis costituisce le Alpi Marittime. Proprio a sinistra 
del valico di S. Bartolomeo prima di iniziare la discesa, si stacca, avviandosi sul crinale della montagna che corre verso ovest, una strada asfaltata che arriva a S. Bernardo di 
Conio, Colla d’Oggia, Prati Piani ecc. 
A Colle S. Bartolomeo giunge anche un tronco di strada che salendo da Borgomaro per Caravonica, sul versante opposto alla Statale n° 28, costituisce una variante a questa
principale. La strada non è asfaltata e poco frequentata. 
Ma procediamo per la Statale n° 28 che da S. Bartolomeo scende per sei chilometri verso il fondo valle. Oltre metà discesa, a sinistra, si stacca una breve carreggiabile che 
sale al paese di Calderara. 
In fondo valle la strada, dopo aver lasciato a destra la provinciale per Albenga, oltrepassa il ponte della Saponiera sulla Giara di Rezzo. Immediatamente dopo il ponte, a sinistra, carrozzabile, per Rezzo-Colle Teglia-Molini di Triora ecc.
Proseguendo sulla statale n° 28 si arriva a Pieve di Teco (m 240) sorta nel XIII secolo e già importante luogo di traffici con tutta la Val d’Arroscia (km 30 da Imperia). Pieve di Teco possiede alberghi e ristoranti; portici antichi ed una magnifica cattedrale eretta nel 1782-1806, ad immagine e somiglianza del Duomo di San Maurizio in Imperia, per opera dello stesso architetto Gaetano Cantoni. Nell’interno quadri 
di Giulio Benso, una notevole Via Crucis, un gruppo in legno del Maragliano rappresentante la Madonna del Carmine, un crocifisso ligneo dello Schiaffino, l’Ultima Cena del Piola ed in un locale annesso un quadro di San Francesco di Paola attribuito a Luca Cambiaso. Di notevole interesse, e più antica della cattedrale, la chiesa di S. Giovanni Battista (XV secolo), l’Oratorio della Madonna della Ripa, e il chiostro dell’ex convento degli Agostiniani. Pieve di Teco possiede anche un teatro civico sorto nella ex chiesa degli Agostiniani eretta nel 1644 sulle rovine di un antico castello. Nella piazza antistante il teatro monumento a Bartolomeo Borelli illustre ingegnere pievese che collaborò al traforo del Frejus. Pieve di Teco fu già famosa per la produzione artigiana di scarponi da montagna e per il suo Battaglione Alpini;
è sede di mandamento. 
Oltre Pieve di Teco la strada riprende a salire lasciandosi a sinistra la strada per Pornassio Ponti e Mendatica (m 783) località di villeggiatura con locande attrezzate. 
Quindi oltrepassata la frazione di Acquetico, la statale raggiunge S. Luigi (m 620) capoluogo del Comune di Pornassio che si suddivide in varie frazioni. Degna di essere 
visitata la frazione di Villa con la Chiesa di S. Dalmazzo. Il campanile è romanico con bifore; portale ogivale del 1452 (nella lunetta affresco del Canavesio), l’interno è a tre navate su belle colonne; in una cappella a sinistra polittico su tavola del Canavesio raffigurante S. Biagio e Santi vari. Ma riprendiamo la salita per la statale.
Oltre la frazione di Case Rosse, ad una svolta, prima della colonia montana dell’Amm.ne provinciale di Imperia, a sinistra strada per Cosio d’Arroscia (m 721) antico borgo caratteristico che sta diventando luogo di villeggiatura. Locande e appartamenti affittabili. Vicoli pittoreschi tra i quali si incontra la Parrocchiale e l'Oratorio dell’Assunta con campanile romanico cuspidato risalente al XIII secolo. Proseguendo per la statale, si oltrepassano, a sinistra, le colonie estive nelle quali la provincia raccoglie, durante il periodo delle vacanze, i ragazzi più bisognosi.
E si arriva così al colle di Nava (m 934), località di villeggiatura tra pinete e bellissime destese di prati, famosa anche per la lavanda. Vi sono numerosi alberghi e pensioni frequentate nella stagione estiva. Il Colle di Nava è coronato da una serie di forti militari che oggi costituiscono soltanto più una curiosità. Due sono vicini alla strada carrozzabile, altri dominano da alture sovrastanti i valico. In uno di essi (il Bellarasche) è stato allestito un museo degli Alpini. Si possono raggiungere con brevi mulattiere. Il colle di Nava immette nel bacino del Tanaro che si trova in fondo alla discesa verso il Piemonte a Ponte di nava (m816) - alberghi 
e ristoranti - ottima cucina: cacciagione e trote fresche del vicino Tanaro. Da Ponte di Nava, a sinistra, strada per Viozene (m 1245) località di villeggiatura posta sotto 
il Mongioie (m 2630), già in provincia di Cuneo alla quale, oltre Ponte di Nava, ci si addentra attraverso Ormea, Ceva per Torino. Da Imperia questo itinerario di 52 km è servito da corriere che fanno capo ad Ormea. Servizi speciali raggiungono Ceva e Cuneo. Ma noi dobbiamo rimanere in provincia di Imperia che in questi ultimi anni si è arricchita di un centro sciistico ed estivo che si trova a Monesi (m 1250) 
e che fa parte del nostro itinerario. Ad esso si accede per una strada che si stacca, poco oltre il Colle, da Case di Nava (presso il monumento e la cappella votiva dell’Alpino) e che sale per 16 km attraverso boschi di faggi, di pini, ecc. oltrepassando il Colle di S. Bernardo di Mendatica (alberghi e ristoranti) donde si stacca a sinistra una strada che scende a Mendatica ed altra che sale alla Galleria del Garezzo per proseguire verso la Francia per Colla Ardente, Colle di Marta, Grai e scendere alla Melosa. Questa strada, che si svolge quasi tutta sui 2000 m , è praticabile con difficoltà. Ma torniamo al nostro itinerario che da S. Bernardo di Mendatica prosegue ancora con carrozzabile di ottimo fondo sino a raggiungere l’Albergo del Redentore, complesso modernissimo con numerose camere e camerate per gli sciatori. E’ frequentato estate ed inverno e costituisce il "paradiso bianco della Riviera dei Fiori". Posteggio per macchine e autopullman, rifornimento benzina. Attrezzatura per sciatori che si possono spingere sui sovrastanti campi di neve a mezzo di sky-lift e di una seggiovia che arriva a Cima Valletta (m 2071). Di qui, in mezz’ora, si raggiunge, particolarmente in estate, Monte Saccarello (m 2200) ove trovasi una statua del Divin Redentore alta 14 metri.
Monte Saccarello è raggiungibile, da Monesi, anche con una strada ex militare di pessimo fondo; altra strada ex militare porta nella incantevole foresta delle Navette (riserva ricca di selvaggina) che sembra un lembo di Canada. Anche questa strada è poco praticabile ma la zona è degna di essere conosciuta. Nei pressi del Saccarello esiste un rifugio alpino del CAI, denominato rifugio Sanremo. La zona di Monesi è 
servita, nei periodi di pieno inverno ed estivo, da servizi di corriera. In macchina si raggiunge in 2 ore e mezza da Sanremo ed in due da Imperia.