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ITINERARIO: Imperia - Dolcedo - Molini di Prelà - Prelà - Pantasina - Vasia - Caramagna - Imperia (Km 30).
Alle porte di Imperia, provenendo da Sanremo, una strada ampia ed asfaltata si stacca a sinistra per risalire la Valle del Prino. Questa strada dà l’avvio ad un bellissimo circuito che ritornando ad Imperia dalla parte di Caramagna, compie un ampio giro alle spalle del capoluogo della provincia.
A Piani (Km 2) nella chiesa parrocchiale dell’Assunta sono emersi da pochi anni, tratti da una secolare coltre di calce deposta durante una pestilenza, gli interessanti, notevolissimi affreschi di Tommaso da Busca (1498): essi sono particolarmente notevoli non solo dal punto di vista storico artistico, ma anche sotto l’aspetto iconografico, per le leggende e le allegorie che vi sono rappresentate. 
Dopo Piani, Torrazza che conserva una vecchissima Chiesa romanica dedicata a San Giorgio: una lapide seicentesca, su un pilastro, avverte che la consacrazione avvenne il 19 maggio dell’anno 1001, agli albori del presente millennio; ma 
secondo gli studiosi, la costruzione attuale è un monumento tipico del XII sec. Perfettamente conservata è l’abside, in pietre a vista ben squadrate. Più in basso, sul torrente Prino, è il pittoresco ponte romano del secolo XIII, uno degli esempi meglio conservati di quest’arte. 
Proseguendo si arriva a Dolcedo, al centro delle più famose coltivazioni di olive della provincia. Dolcedo, che si trova a 7 Km dall’Aurelia, è il più importante centro della Valle del Prino. Vanta una bella parrocchia in stile barocco ed una 
attrezzatura turistica discreta con trattorie ove si possono gustare piatti locali. Il pittore genovese Cambiaso vi ha lasciato una tela raffigurante Santo Stefano. In questo tempio si venera il corpo di San Prospero trasportatovi da Roma nel 1790. L’abitato, diviso sulle due sponde del Prino, è unito da diversi ponti medioevali su uno dei quali si può notare una lapide con la croce dei Cavalieri di Malta. 
Dopo Dolcedo la strada arriva a Molini di Prelà (antica chiesa di San Giovanni Battista, affrescata dal Cambiaso) donde a sinistra una diramazione porta a Valloria e Tavole. Tavole è un antichissimo paesello la cui origine risale a prima del 1000. 
Antica parrocchia ricostruita nel 1729; della precedente costruzione rimane un bellissimo campanile. Internamente una tela di Maurizio Carrega da Porto Maurizio ed un notevole polittico di Agostino Casanova, genovese, (1537) raffigurante Sant’Agostino. La strada finisce a Villa Talla.
Tornando al bivio di Molini, si riprende per Prelà, l’antica Pietralta, che fu sede di un Castello già dei Clavesana genovesi e del quale rimangono ancora i ruderi.
La strada prosegue, quindi, per Pantasina e per Vasia che merita di essere ricordata perché anch’essa risalente a prima del mille. Alla stessa epoca appartiene la vetusta rovinata chiesa di San Martino ove si stabilirono i Benedettini nel 1119 ed ai quali si fa risalire l’iniziativa della coltivazione dell’olio. La parrocchiale è di stile barocco tendente al romanico e vi si possono ammirare due preziosi polittici del 1400. Nella chiesa di Sant’Anna si conservava un pregevole quadro del Van Dyck raffigurante la Santa con la Madonna ed il Bambino ed ora custodito nella chiesa di Moltedo. 
Riprendendo il circuito che ora inizia la discesa, si ritorna presso Caramagna sulla via per Imperia.