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Gite ed Escursioni
Alta via dei monti liguri
L'itinerario ha inizio nei pressi della Stazione di Ventimiglia. Percorso un breve tratto di Corso Genova, si supera il terrapieno ferroviario attraverso un sottopasso dal quale ha inizio l'Alta Via. Da questo punto in avanti, il sentiero è segnalato dalla bandierina bianco-rossa siglata AV. L'ascesa, a tratti impegnativa, culminerà, alla sesta tappa, nei 2200 metri del Monte Saccarello, la vetta più elevata della Liguria! Fino a Colle Scarassan, il percorso non presenta difficoltà significative ed ha quale principale caratteristica quella di condurre l'escursionista attraverso un paesaggio in lenta ma costante trasformazione; con un tragitto relativamente breve, si passa dalla macchia mediterranea alla garìga, dalle aree terrazzate a quelle con rimboschimenti a conifere, dai lariceti alle preterie subalpine. La tappa Scarassan-Sella d'Agnaira invece presenta, soprattutto sul versante orientale e nel periodo invernale/primaverile, alcuni "passaggi" che, se sottovalutati o affrontati con leggerezza, si potrebbero rivelare particolarmente insidiosi. È uno dei tratti più belli, caratterizzato dall'imponente presenza dei Monti Toraggio e Pietravecchia (rispettivamente 1971 e 2038 metri) e dal suggestivo "Sentiero degli Alpini". Inciso sui fianchi orientali delle montagne dagli alpini italiani, il sentiero costituisce una "variante" al percorso principale che corre invece sul versante occidentale, meno scosceso. In ciascuna delle quattro tappe si possono comunque ammirare particolari formazioni rocciose, flora di pregio, fauna rara e testimonianze storiche, a partire da Ventimiglia, l'antica Albium Intemelium, capitale dei Liguri intemelii. Lungo le prime due tappe si trovano poi diverse cappelle votive e i resti di un'antichissimo sistema di fortificazioni che culminava nel castellaro del Monte Abellio eretto, probabilmente, sui resti di un arcaico tempio celtico.
Raggiunto il crinale, l'AV corre per un lungo tratto sopra i 1000 metri di altitudine; al Colle di Nava, importante valico stradale che collega l'alta Val Tanaro alla Valle Arroscia, scende di poco sotto tale quota per poi risalire gradatamente verso il Passo Prale e il Colle San Bartolomeo d'Ormea. È un tratto di percorso molto suggestivo che attraversa fitti boschi di conifere e vaste praterie sommitali dove, a tarda primavera, fioriscono ampie distese di rododendro che conferiscono agli alpeggi il tipico aspetto delle brughiere dell'Europa settentrionale. Soffermandosi ai piedi della famosa statua del Redentore, eretta sulla cima del Monte Saccarello (m. 2200), si può godere, nebbie orografiche permettendo, di un grandioso panorama che spazia su mare e monti. Al fondo del dirupato versante occidentale, giacciono semiassopiti gli antichi borghi brigaschi di Realdo e Verdeggia, a testimonianza dell'interesse e della complessità socio-culturale di questo remoto angolo di Liguria. L'ambiente incontaminato e l'ampiezza del comprensorio favoriscono la conservazione della fauna caratteristica: lepre alpina, camoscio, martora, marmotta e di una ricca avifauna. Tale ricchezza faunistica si deve, soprattutto, alla vicina Val Tanarello, polmone verde ai confini con la "Granda" (la provincia di Cuneo), ricoperta, soprattutto nella parte bassa, di densa vegetazione costituita da boschi misti di latifoglie. Nei pressi del Colle di Nava, si incontrano i primi evidenti segni delle fortificazioni sabaude edificate, in punti strategici, a difesa del Regno di Sardegna. Dal Passo di Prale l'AV "sconfina" in Piemonte per rientrare definitivamente in Liguria solo nei pressi del Bric Tencione, vicino a Colle Scravaion, ormai in provincia di Savona.
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