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Monte Pietravecchia (2038 m) per lo sperone nord - ovest 

ZONA: GRUPPO DEI MONTI TORAGGIO E PIETRAVECCHIA
Il Pietravecchia è una montagna a due facce: a nord presenta dolci pendii coperti di larici, a sud invece precipita con gigantesche bastionate rocciose. L’itinerario proposto permette di compiere il giro completo della montagna. segue infatti il noto Sentiero degli Alpini tagliando le vertiginose pareti del versante sud, risale lo scosceso sperone nord - ovest ed infine scende tra i larici del versante nord - est. 
TEMPO DI SALITA: 3 – 3.30 ore.
TEMPO TOTALE: 4 – 4.30 ore.
DISLIVELLO IN SALITA: 600 metri circa.
DIFFICOLTA’: per escursionisti esperti; utili cordini e moschettoni per assicurarsi ai cavi d’acciaio nei tratti più esposti del Sentiero degli Alpini.
PERIODI CONSIGLIATI: da inizio giugno a metà ottobre. E’ consigliabile partire di buon mattino per evitare i frequenti annuvolamenti pomeridiani.
ACCESSO: in automobile. Uscendo al casello di Arma di Taggia dell’autostrada Savona - Ventimiglia si prende a sin. la SS 548 che risale la valle Argentina. Prima di entrare nell’abitato di Molini di Triora si imbocca a sin. la SP 65a che sale alla colla Langan (vi si può giungere anche da Ventimiglia risalendo la val Nervia). Dal valico si prosegue per la colla Melosa, dove si trovano un alberghetto e un rifugio del CAI di Bordighera. Si continua ancora su strada in terra battuta fino al primo tornante (quota 1660), nei cui pressi si lascia l’auto.
ITINERARIO: si prende a sin. un sentiero che taglia un versante ripido e roccioso (cavi d’acciaio) ed entra in un bel bosco di larici. Giunti ad un bivio si continua a sin., scendendo dolcemente verso il Sentiero degli Alpini. Passando ai piedi delle prime bastionate rocciose si incontra una roccia che scaturisce dalla viva roccia e si continua in piano, attraversando una breve galleria. Il Sentiero degli Alpini prosegue tagliando le bastionate inferiori del Pietravecchia con vari saliscendi, tratti scavati nella roccia ed altri franati, attrezzati con cavi metallici. Una serie di tornanti conduce quindi alla Gola dell’Incisa (1682 m), stretto intaglio che si apre sulla cresta di confine. Si passa sul versante francese e si prende a destra un sentiero che sale in diagonale. Giunti sullo sperone nord - ovest del Pietravecchia si abbandona il sentiero e si segue la cresta fino ai piedi della parete rocciosa sommitale. Si piega allora a sin. (segnavia rossi) superando alcuni brevi passaggi su roccia, fino a raggiungere i pendii boscosi del versante nord. Piegando quindi a destra si guadagna la vetta.
DISCESA: si segue la dorsale est fiancheggiando le precipiti bastonate meridionale fino ad incontrare, a quota 1960, una stradina sterrata che scende dolcemente verso nord. Si segue la strada per alcune centinaia di metri e, a quota 1900 circa la si lascia per prendere a destra un sentiero che scende in diagonale verso sud - est. A quota 1800 circa si piega a sin. giungendo ad un tornate della rotabile principale; si tralascia la strada e si scende a destra tra i larici. Presso un’ampia sella si piega a sin. e si raggiunge il sentiero già percorso in salita, che riporta in breve al punto di partenza.