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Itinerari
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da San Lorenzo fino alle valli imperiesi
da Diano Marina a Cervo per finire in Valle Arroscia

itinerario giubilare della Riviera dei Fiori

 

 
Itinerario: da Diano Marina a Cervo per finire in Valle Arroscia
Tappa: da Cenova e Rezzo a Mendatica

- Foto: santuario della Madonna del S.Sepolcro di Rezzo - A poca distanza da Pieve, il borgo rurale di Cenova, noto fin dal medioevo per la lavorazione della pietra, e Rezzo, con i ruderi dell’antico castello, il suo bosco, prodigo di profumati funghi e saporite castagne e le sue specialità ittiche d’acqua dolce. Risalendo la montagna, tra castagni e faggi, si raggiunge il panoramico passo della Teglia, che immette nella valle Argentina. Abbandonata Pieve di Teco, affrontando il Colle di Nava, la strada sale, fra aspre rocce e boschi di faggi, verso l’alta valle Arroscia in un incantevole susseguirsi di paesaggi alpini, punteggiati da borghi antichi, e l’aria si fa sempre più fine e frizzante. Qui, a poca distanza dal mare, in un territorio di confine fra Liguria e Piemonte, Italia e Francia, innevato d’inverno e ospitale d’estate, si offrono al vacanziere, stanco della vivace rumorosità della costa, panorami e silenzi struggenti. In estate, poi, la lavanda fiorita colora di azzurro intenso il colle, dominato da un suggestivo distema di fortificazioni. Crocevia del colle è Nava, famosa anche per la produzione di un ottimo miele. - Foto: piste da sci di Monesi - Da qui, una strada panoramica, a vegetazione superba, corre sullo spartiacque fra i fiumi Tanaro e Arroscia per raggiungere il centro sciistico di Monesi. Sul percorso si incontra l’abitato di San Bernardo di Mendatica, donde una strada ex militare, attraverso il colle Garezzo, prosegue fino al monte Saccarello (sulla vetta, m. 2200, la statua del Redentore). Tutte le località della valle, comunque, meritano visita: Cosio d’Arroscia è borgo alpino tra i più interessante dell’alta valle, con le sue architetture in pietra a vista, i passaggi coperti e gli stretti ed ombrosi vicoli: Pornassio, con le frazioni di Case Rosse, Ponti, Villa e San Luigi, posto sull’antica “Strada del Sale”, presenta la miglior campionatura dei rinomati vini Ormeasco e Sciacchetrà. Qui, merita una visita il castello cinquecentesco e la chiesa parrocchiale di San Dalmazzo, con il suo campanile romanico, la sua facciata quattrocentesca, l’affresco della lunetta, il polittico, attribuiti a Giovanni Canavesio. Poco lontano, su dolce pendio, Mendatica, dominata dalla grandiosa chiesa parrocchiale barocca, a pianta ovale. Dal suo abitato, percorrendo ripida mulattiera, si raggiunge la chiesetta di Santa Margherita, posta a dirupo su uno sperone di roccia. Irrinunciabile, comunque, l’escursione, attraverso un sentiero fra boschi di faggi ed aceri, da Mendatica alle cascate dell’Arroscia per ammirare, a primavera, la straordinarietà dello spettacolo delle sorgenti del fiume in piena. Infine, a Montegrosso Pian Latte, la cuspide del campanile della chiesa dell’Assunta, con i suoi archi in mattoni su pietra rustica, fa da contraltare alla settecentesca chiesa di San Biagio, progettata e realizzata da Giacomo Filippo Marvaldi.
 
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