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Itinerario: da Diano Marina a Cervo per finire in Valle Arroscia
Tappa:
da Cervo a Pieve di Teco
Contraltare alla rumorosa vivacità della costa, su collina digradante dolcemente verso il mare, si raccoglie
Cervo. Domina il borgo la scenografica e maestosa chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, uno dei più importanti esempi di architettura barocca in Liguria. Costruita, su progetto dell’architetto Gio Batta Marvaldi, dalla Comunità cervese con le ricchezze con le ricchezze derivate dalla pesca e dal commercio del corallo, la chiesa (di pregevole fattura i settecenteschi stucchi degli interni) diventa, in estate, magnifico scenario per i concerti del Festival Internazionale di Musica da Camera, che si svolge sul suo splendido sagrato. Sulla sommità del colle, il castello dei Clavesana, ancorato su viva roccia, che, conserva ancor oggi con i suoi bastioni e le sue feritoie, nonostante le trasformazioni subite, gli originari tratti di difesa militare. Oggi ospita il Museo Etnografico del Ponente ligure.
Nel borgo, le antiche case medievali, disposte a schiera, su due o tre piani, si susseguono in un capriccioso gioco di stretti ed ombreggiati vicoli. Rimaste quasi intatte nel tempo, conservano, al piano terra, gli arconi degli antichi porticati.
Dalla piazza del Castello, attraverso uliveti e folti pini, l’escursione per il parco del “Ciappà” trova ricompensa nella completa vista del golfo dianese. Ai piedi del colle, per gli amanti del mare, le piccole baie, nascoste tra le rocce, offrono tranquilli e piacevoli rifugi ai bagnanti.
I ristorantini del luogo presentano specialità dai raffinati sapori, principalmente legati al pescato locale: dall’insalata di polpo, al risotto alla marinara o al nero di seppia, dalle grigliate ai frutti di mare.
Comincia fuori provincia, nell’immediato entroterra di Albenga il nostro viaggio nella Valle
dell’Arroscia.
Sulla strada statale n. 28, importante via di comunicazione tra Piemonte e Liguria, sorge
Pieve di Teco, capoluogo della valle dell’Arroscia, da sempre centro commerciale di rilevante importanza. Nota nel tempo per la sua cartiera e le sue concerie (celebri le sue calzature per la montagna), Pieve di Teco associa a questa sua attività una squisita produzione di formaggi e di vini (il dolcetto e il pigato) e di un tipico pane integrale, cotto in forno a legna.
Il cuore del borgo medievale è in corso Ponzoni, la strada finacheggiata da ampi portici, ove le botteghe artigiane si alternano ai portali scolpiti dagli antichi palazzi.
Poco più in là, il convento degli Agostiniani (1478) racchiude un suggestivo chiostro delimitato da colonne ottagonali. La grandiosa collegiata di San Giovanni Battista, invece, è galleria d’arte con le sue tele d’autore.
A valle del centro abitato, lungo il fiume Arroscia, un interessante complesso formato da frantoio, ponte medievale e Largo della Forca, luogo destinato, in tempo antico, alle esecuzioni capitali.
Specialità gastronomiche del luogo, di tutto rispetto, le focacce, le torte di verdura e lo stoccafisso ripieno.
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