| |
Itinerario: da Diano Marina a Cervo per finire in Valle
Arroscia
Tappa:
da Diano Arentino a S.Bartolomeo al Mare
Le borgate Costa e Chiesa danno vita al comune di Diano Arentino, noto per i suoi oratori campestri secenteschi.
Fra ricca vegetazione, antichi uliveti e boscaglie, si aprono squarci panoramici sulle valli dianesi. Punto d’osservazione privilegiata la cappella di San Carlo, ormai abbandonata.
A Chiesa, la robusta parrocchiale di Santa Margherita, con il campanile medievale mozzato, sostituito da cuspide a linee secentesche, veglia sul borgo.
Nella pieve, in zona absidale, di fattura rinascimentale, spiccano tre cupolette su un triburio ottagonale. I pilastrini binari dell’interno fanno da cornice ad opere pittoriche di pregio.
Raggiunto Evigno (nella chiesa parrocchiale, trittico cinquecentesco di Raffaele e Giulio De Rossi), il paese di valle più alto, si prosegue fino alla vetta del Pizzo o monte Torre, da cui si gode una splendida veduta sull’intera vallata, fino al mare.
Ritornando verso la costa appare San Bartolomeo al Mare; è sicuramente centro turistico tra i più attrezzati della costa. Originato dalla fusione dei due piccoli nuclei medievali di San Bartolomeo e della Rovere, animatissimo nei mesi estivi grazie ai confortevoli alberghi, alle sue residenze e ai campeggi, la cittadina deve la sua fama al santuario della Madonna della Rovere, sul cui sagrato si svolge, nella stagione estiva, l’ormai affermato Concorso Internazionale di Esecuzione Vocale e Strumentale per Giovani Talenti. Il morbido gioco delle volute della facciata e del campanile della chiesa parrocchiale dona al borgo mistica suggestività.
Poco più all’interno rispetto a San Bartolomeo al Mare, il centro storico di
Poiolo, con la chiesetta di Sant'Anna, che si affaccia sul sagrato ombreggiato da palme.
Da qui, per l’intera valle, uliveti, frantoi e piccole borgate, quali Pairola e Chiappa e, nella Val Steria, Riva Faraldi, Villa Faraldi (nota per il suo Festival estivo di Teatro), Deglio, Tovo e Tovetto.
 |
 |
|