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Itinerari
dai Balzi Rossi a Bordighera: le Valli Roia, Nervia e Crosia

da Ospedaletti a Sanremo ed il suo entroterra
da Bussana ad Arma di Taggia e su fino a Triora
da San Lorenzo fino alle valli imperiesi
da Diano Marina a Cervo per finire in Valle Arroscia
itinerario giubilare della Riviera dei Fiori

   
Itinerario: dai Balzi Rossi a Bordighera: le Valli Roia, Nervia e Crosia
Tappa: da Castelvittorio a Vallecrosia
- Foto: Castelvittorio -Passate le famose Terme si prosegue per il paese di Castelvittorio, paese situato su uno sperone di roccia sulla via di accesso all’alta Val Nervia, visto da sud, si presenta nella sua conformazione a cuneo, come sospeso in mezzo ai boschi.Nel borgo sono ancora riconoscibili alcuni elementi delle originarie strutture militari e fabbriche medievali dai caratteristici portali in ardesia.
Da qui si può proseguire per Baiardo e attraverso il passo Ghimbegna raggiungere la caratteristica chiesetta di S. Giovanni dei Prati, collocata in mezzo ad una suggestiva zona boschiva, e, proseguendo, Molini di Triora. Ritornando invece verso il mare si prosegue per la Magnifica Comunità degli Otto Luoghi. - Foto: Chiesa di S. Pietro di Camporosso - Il primo paese che si incontra è Camporosso. Nato probabilmente come agglomerato di capanne per ospitare, durante la stagione agricola, gli abitanti agricoltori della vicina Ventimiglia, deve il suo nome al colore rossiccio del suolo o alla colorazione degli oleandri, di cui la zona fu ricca, o dai folti tappeti di anemoni scarlatti, che venivano coltivati sotto gli ulivi.
La sua chiesa parrocchiale dedicata a San Marco conserva tre tavole dipinte su legno databili tra il 1436 ed il 1553.
- Foto: Vallecrosia alta,  torre di guardia - Proseguendo verso levante si incontra Vallecrosia. Come spesso accade nelle cittadine liguri anche Vallecrosia è divisa in due agglomerati. La parte antica ha l’aspetto del tipico borgo ligure fortificato con robuste torri di guardia. Nella sua chiesa madre conserva due monumentali statue lignee della Madonna attribuite allo scultore genovese Antonio Maragliano.
La Vallecrosia moderna si distingue invece per la sua operosità e vi spicca, per la sua singolarità, il Museo della Canzone Italiana ospitato in una vecchia vaporiera con annesse alcune carrozze “centoporte” che appartennero al parco viaggiante delle Ferrovie dello Stato, fino agli anni Settanta.
  
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