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Itinerario: dai Balzi Rossi a Bordighera: le Valli Roia, Nervia e Crosia
Tappa: da Rocchetta Nervina a Pigna
A meno di un chilometro da Dolceacqua inizia sulla sinistra la strada che porta a
Rocchetta Nervina, un paese molto antico con le case addossate le une alle altre quasi a
sorreggersi a vicenda. Il paese situato alla confluenza di due impetuosi torrenti montani, attraversati da due ponti in pietra, con andamento a schiena d’asino, presenta una curiosa conformazione ad Y. La chiesa
parrocchiale di Santo Stefano, restaurata in forme barocche del XVIII secolo conserva un portale con architrave quattrocentesco. |
Rientrati sulla strada provinciale si risale la valle fino ad incontrare
Isolabona. L’elemento più interessante della località è la forma
ottagonale del centro storico. Il paese è difeso da un castello con torrione a pianta quadra nel
quale si svolgono le più importanti manifestazioni estive d’arte e di cultura. Lungo la strada provinciale merita una visita il santuario
tardomedievale di Nostra signora delle Grazie.
Subito dopo Isolabona è consigliata una breve deviazione per raggiungere il paese di
Apricale. Un percorso sterrato laterale conduce ai ruderi dell’antica chiesa romanica di S. Pietro in Ento
(XI secolo), situata su un breve pianoro.
Sulla strada principale, nei pressi di una piccola sorgente si erge invece la chiesa di Santa Maria in Albis del XIII secolo. Nel suo interno una lunga sequenza di affreschi, di epoca diversa, fra i quali spicca una “Incoronazione della Vergine” del 1400. Il borgo antico fortificato è fonte inesauribile di sorprese che introducono pienamente alla topografia tipica del paese ligure. Segnaliamo in particolare per una visita la chiesa parrocchiale della Purificazione di Maria Vergine e l’oratorio di San Bartolomeo oltre al castello feudale (oggi castello della Lucertola) con il suo giardino pensile. Apricale si segnala inoltre perla su attività artistico culturale che lo porta ad essere uno dei centri più vivi dell’intera Provincia di Imperia. |
Dalle colline a SudOvest di Apricale, domina
Perinaldo, da cui si può godere di imprendibili scorci panoramici dalle montagne circostanti fino al mare. Ma Perinaldo non si ferma ai paesaggi terreni. Qui ebbe infatti i natali lo scienziato Gian Domenico Cassini che per primo individuò quattro dei diciassette satelliti di Saturno. A lui è dedicato l’osservatorio astronomico ospitato nell’estremità orientale dell’abitato del
paese. Una sosta meritano in paese il castello Maraldi e la chiesa parrocchiale di San Nicolò.
E’ necessario ritornare alla strada Provinciale
per raggiungere l’abitato di Pigna. Il paese è considerato il capoluogo della valle non fosse altro che per il suo storico passato e la preziosità del patrimonio artistico monumentale. L’origine medievale è ancor
oggi riconoscibile nel vasto repertorio di motivi, disegni e monogrammi incisi sulla pietra nera delle sue case gentilizie a conferma di antichi privilegi e distinzioni di una società strutturata secondo schemi feudali. Da non perdere i ruderi della chiesa di San Tommaso, la chiesa madre di San Michele Arcangelo e la chiesa romanica di San Bernardo.
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