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Itinerari
dai Balzi Rossi a Bordighera: le Valli Roia, Nervia e Crosia

da Ospedaletti a Sanremo ed il suo entroterra
da Bussana ad Arma di Taggia e su fino a Triora
da San Lorenzo fino alle valli imperiesi
da Diano Marina a Cervo per finire in Valle Arroscia
itinerario giubilare della Riviera dei Fiori

   
Itinerario: dai Balzi Rossi a Bordighera: le Valli Roia, Nervia e Crosia
Tappa: da Airole a Dolceacqua
Alle spalle di Ventimiglia si aprono due importanti vallate.
La Val Roia italiana è la più frequentata via di collegamento fra le località sciistiche del basso Piemonte e il mare. Il percorso si presenta spettacolare con le imponenti rocce e le caverne scavate nella pietra arenaria dalla riva destra del fiume che da il nome alla valle. Procedendo verso Limone Piemonte il paesaggio subisce nel giro di pochi chilometri cambiamenti improvvisi e trasforma i colori mediterranei in scenari alpini. Dopo un primo tratto pianeggiante la valle si presenta con strapiombi scoscesi ed aspri, incisi da strette gole incombenti sul fiume e sulla strada carrozzabile.
- Foto: Airole - Fra i borghi Airole è tipicamente ligure per la sua spiccata arcaicità. Nella sua chiesa parrocchiale, la grande tela dei santi patroni di Carlo Morgari, le statue devozionali, la tela della Vergine con i Santi, incorniciata da quindici misteri del Rosario. Dalla Piazza della Chiesa, una strada conduce al santuario della Madonna delle Grazie, da dove un percorso fra gallerie di olivi, boschi, passaggi aperti su antichi ponti porta a Fanghetto, minuscolo borgo silenzioso nei pressi di un confine francese ormai inesistente.
Da Airole si prosegue per Olivetta San Michele ultimo paese della Val Roia italiana.- Foto: Fanghetto, antico ponte - Un viaggio particolare può essere fatto con il treno della linea ferroviaria Nizza – Ventimiglia – Cuneo che consente di apprezzare gli scorci paesaggistici sulla valle, le sue gole, i suoi paesi. Ritornati a Ventimiglia si riparte subito per la Val Nervia. Lunga una ventina di chilometri segue la direzione tradizionale delle vallate dell’entroterra ligure e congiunge il mare alle Alpi. 
- Foto: Dolceacqua -Subito dopo il comune di Camporosso si incontra Dolceacqua, un borgo con una storia antichissima e che fu soggetto per le tele di Claude Monet. Il paese è adagiato ai piedi del Castello dei Doria, importante esempio di architettura militare. Per giungere al castello si attraversa un dedalo di stradine, passaggi coperti, archi, case povere, ma antiche, interrotte da qualche palazzotto nobiliare. Ovunque si incontrano botteghe artigiane e invitanti cantine ove si può assaggiare il generoso vino “Rossese”.
Nella chiesa parrocchiale barocca di Sant’Antonio Abate si deve entrare ad ammirare lo stupendo polittico di Santa Devota, opera di Ludovico Brea. Nell’oratorio di San Sebastiano si custodisce invece la statua, in legno di fico, dell’omonimo santo attribuita da alcuni al famoso artista genovese Anton Maria Maragliano. In magnifica posizione sulla collina la cappella di San Bernardo, con il suggestivo gruppo di affreschi attribuito a Domenico Emanuele Maccari di Pigna (XV secolo).
  
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